CERTOSA DI CALCI, ILLUMINAZIONE EXENIA

Aggiornamento: 28 mar

La Certosa di Calci, a pochi chilometri da Pisa, illuminata secondo i più sofisticati sistemi d’illuminazione da Exenia, società toscana all’avanguardia nella produzione di corpi illuminanti a LED. Parte dell’installazione illuminotecnica è permanente.

La Certosa di Calci protagonista per un giorno di un progetto di valorizzazione di un’opera di rilevante interesse artistico attraverso elementi di illuminazione architetturale. L’evento è stato realizzato nell’ambito di un incontro formativo riservato ad architetti, lighting designer e progettisti della luce organizzato dalla Exenia, brand fiorentino d’eccellenza nel settore dell'illuminazione professionale, in collaborazione con Ordine degli architetti di Pisa e MEF.


Obiettivo mostrare ad un pubblico di specialisti come un’adeguata progettazione della luce possa valorizzare opere del patrimonio artistico, culturale e architettonico, rispettandone i vincoli di tutela attraverso i più sofisticati sistemi di controllo a tecnologia LED.


Per la Certosa di Calci è stata studiata un’illuminazione ad hoc, per dare un volto nuovo e coerente al complesso monumentale attraverso un impianto illuminotecnico che in grande parte è rimasto permanente.

A rendere possibile l’intervento l’impiego di tecnologie che Exenia condivide con il gruppo canadese Lumenpulse di cui fa parte dal 2015, un network internazionale di imprese con laboratori di ricerca e sviluppo in grado di offrire sistemi di ottiche tra le più sofisticate e all’avanguardia.

In particolare, il sistema evoluto LumenTalk ha permesso di introdurre nel progetto della Certosa di Calci il controllo della luce utilizzando linee elettriche esistenti, senza utilizzo di cavi di connessione aggiuntivi o alterazioni strutturali di qualunque tipo, rispettando in questo modo i vincoli architettonici preesistenti.

Una tecnologia d’avanguardia particolarmente interessante in Italia per la presenza di un enorme patrimonio artistico ed architettonico da valorizzare e al tempo stesso di importanti vincoli da rispettare nella realizzazione degli interventi.



Gli apparecchi illuminanti scelti, tecnologicamente all’avanguardia e dal design minimale e discreto, sono stati personalizzati per rispondere alle esigenze specifiche di ogni spazio interno ed esterno, modulando la luce per fare emergere aree specifiche o creare ambienti emozionali. Variabili come temperatura del colore, quantità, intensità ed apertura del fascio di luce, sono state regolate con precisione e in modo dinamico per illuminare, introdurre atmosfere, giochi di luci e di colore, arricchendo così l’esperienza e la percezione dell’opera d’arte.


Il progetto illuminotecnico è intervenuto su alcuni dei luoghi più significativi della Certosa di Calci: la Facciata e la Corte d’Onore, il Chiostro del Capitolo, la Cappella del Capitolo, il Chiostro Grande, la Cella del Certosino e la Farmacia.


Proiettori di diverso fascio luce posizionati nell'ampia Corte d’Onore che introduce al santuario, diffondono l’illuminazione sulla splendida facciata principale in stile barocco e al tempo stesso mettono in evidenza sezioni particolari, come la scalinata a doppia rampa opera dell'architetto Nicola Stassi.


Il Chiostro del Capitolo, di impianto quadrangolare, costruito intorno al 1471 da Maestro Lorenzo Di Salvatore di Settignano, è circoscritto per tre lati da un colonnato in pietra arenaria sormontato da capitelli in stile composito. Al suo interno un affresco di recente restauro è valorizzato da apparecchi led lineari, con ottica morbida.


Al centro del chiostro la cisterna in marmo bianco di carrara, architravata e basata su tre scalini ottogonali, la cui illuminazione riporta tridimensionalità con un effetto scenografico di particolare teatralità tramite luci bianche ad ottiche diverse - concentrate, dissolventi, a lama oppure a spot - posizionate su quattro lati.


Nella Cappella del capitolo l’intervento illuminotecnico dona uniformità alla luce e alla temperatura di colore, risolvendo contestualmente le problematiche di installazione in un ambiente vincolato, senza la possibilità di interventi di impiantistica supplementare.

Cinque proiettori collegati ad un solo punto luce hanno sostituito l’illuminazione preesistente, esaltando la bellezza degli affreschi e dando naturalezza ai chiaroscuri.

Un’applicazione free standing con sistema di ottiche indipendenti ha permesso al tempo stesso di donare eccellente uniformità all’illuminazione dell’altare.



Il portico del Chiostro Grande, antico accesso agli ambienti dedicati alla vita eremitica, ha richiesto una luce binaria dinamica e morbida, attraverso apparecchi Lumenbeam con funzioni che permettono di selezionare la temperatura di colore preferita e di modulare il bianco da più caldo a più freddo. Architetti e progettisti della luce hanno quindi la libertà di ottenere una serie di aspetti decorativi e di modificare l'atmosfera dello spazio a seconda dell'ora del giorno e del suo utilizzo, enfatizzando ad esempio le colorazioni fredde sul travertino oppure quelle più calde sul mattone rosso.


La Fontana del Chiostro riceve luce da proiettori frontali e laterali e un leggero alone azzurro crea un’interessante effetto scenico con l’acqua.


Per l’illuminazione della Cella del Certosino, composta da più sale, è stata utilizzata la piantana Accademia che si integra in modo discreto all’ambiente attraverso punti luce indipendenti in grado di illuminare le diverse zone con luce sobria e potente.


Sempre per l’illuminazione d’interni un binario elettrificato con proiettori illumina le bacheche espositive dell’ingresso alla farmacia. All’interno della Farmacia quindici proiettori a parete, non invasivi e collocati sopra gli antichi mobili in legno, illuminano ed esaltano il soffitto a volta affrescato, per poi riflettere verso il basso una luce morbida e rilassata.

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